Parte la nuova campagna cinque per mille, curata da Fondazione Alma Mater. Tutto il ricavato della raccolta di quest'anno sarà impiegato per finanziare le borse di studio dei dottorati di ricerca. L'obiettivo è confermare il primato raggiunto nel 2007, quando l'Università di Bologna è risultata il primo ateneo in Italia per numero di sottocrizioni ottenute
Saranno i
giovani studenti dei
corsi di dottorato Alma Mater i beneficiari delle destinazioni del
cinque per mille che l’Ateneo riceverà quest’anno. Alle borse di dottorato, che i tagli voluti dal governo minacciano di ridurre di oltre il 40 per cento nei prossimi anni, sarà infatti destinata l’intera raccolta derivata dalle imminenti dichiarazioni dei redditi. "Il dottorato di ricerca - spiega il rettore Pier Ugo Calzolari - è la spina dorsale dell'università. Su questi temi si gioca
l'avvenire del Paese, anche quando il Paese se ne dimentica".
La sfida è confermare il primato del 2007, quando l’Università di Bologna è stata la prima in Italia per numero di sottoscrizioni (10.614 contro le 8.153 del secondo, La Sapienza di Roma). "Numeri - continua il rettore - che sono indicazione del forte collegamento che questa Università mantiene con la società civile".
Parte così la nuova campagna informativa (curata dalla Fondazione Alma Mater in supporto all’Ateneo) "
Dai un nome alla ricerca", che pubblicizza il codice fiscale dell’Alma Mater,
8000 7010 376, e che da domani sarà visibile anche sulle fiancate di cento autobus in servizio a Bologna. Senza dimenticare la Romagna: a Ravenna, Rimini, Forlì e Cesena la campagna sarà diffusa sui quotidiani locali, attreverso affissioni, minibus e altri strumenti promozionali. Nell’ultimo biennio si è assistito ad un boom degli iscritti stranieri al primo anno di dottorato: 67 le diverse nazionalità di provenienza degli studenti, passati dal 16,6% del 2006, al 36,1% del 2008. "Un risultato che ci rende orgogliosi - dice ancora il rettore Calzolari - perché il tasso di internazionalizzazione dei dottorati è il miglior indicatore dell’attrattività di un ateneo. Ovunque nel mondo i dottorati di ricerca contraddistinguono le università più competitive. Le borse di dottorato poi, non solo sono essenziali alla difesa di questa competitività, ma sono anche un elemento indispensabile all'esistenza stessa dei dottorati. Le norme infatti impongono che ne goda almeno la metà degli studenti. Ridurre il numero delle borse disponibili significherebbe, automaticamente, ridurre il numero dei dottorandi, e in definitiva intaccare la produttività dell’ateneo.
Dedicare il cinque per mille alle borse di dottorato è un modo per aiutare i nostri giovani migliori e al contempo rafforzare il prestigio dell’Università di Bologna".
Oltre ai cento autobus Atc che circoleranno per due mesi a Bologna, saranno distribuiti i segnalibro alle casse delle librerie Feltrinelli della città e insieme ad alcuni quotidiani locali della Romagna mentre un promemoria 5x1000 farà capolino dalle mail dei dipendenti dell’università e dalle ricevute di prestito librario delle biblioteche dell’ateneo. Locandine, pieghevoli, totem segnaletici distribuiti in occasione di iniziative culturali, istituzionali e nelle diverse sedi accademiche tra Bologna e Rimini, nonché iniziative di collaborazione con commercialisti, esperti contabili e centri di assistenza fiscale, completano il quadro, che vede allo studio anche aperture serali del museo di Palazzo Poggi. Introdotto dalla Finanziaria 2006, il cinque per mille si è dimostrato uno strumento di adesione e partecipazione in grado di coinvolgere in maniera diretta i cittadini rispetto al perseguimento di obiettivi di
utilità sociale.
Per la campagna 2007, l’Agenzia delle Entrate ha ad oggi reso noti soltanto i dati relativi alle preferenze accordate, che segnano un incremento del 10% circa rispetto al 2006 e indicano l’Alma Mater prima tra le università. Della campagna 2008 non è ancora noto alcun dato.