martedì 25 agosto 2009

Vertigine: recensioni e commenti

Ci sono cose, per un autore esordiente, che più di altre lo fanno ben sperare: vedere il proprio romanzo in vetrina passeggiando a Bologna in via Irnerio, fare nella stessa libreria una presentazione davanti a 100 persone interessate e divertite, esaurire le copie in una serata. Ma tutto ciò non basta, perchè una domanda lecita che uno scrittore si pone quando scrive un libro è "piacerà?" piuttosto che "piacerà lo stile? E i personaggi? E questa pagina? E questo dialogo?". Quando a queste domande rispondono i commenti e le belle recensioni che si trovano su internet, puoi davvero sentirti felice e fiero di quello che hai fatto.
Ho deciso di copiare qua le recensioni, così le rileggo nei momenti di depressione e mi tiro su. Chiunque può lasciare il suo commento e la sua recensione (che non verrà mai censurata) su questo blog, purchè non riveli troppi dettagli. Si tratta pur sempre di un noir!


1. di M.Ros. Qlibri:
Nella gelida Undredal è il delitto a riscaldare pensieri e paure dei suoi abitanti. Un’anziana donna uccisa ed ecco piombiare nel paesino forze dell’ordine e stampa.Un detective italiano di sangue meridionale, Frank Argento, usa l’istinto o magari l’induzione per venirne a capo. Le maniere di Frank si contrappongono al razionalismo norvegese e combattono contro un nemico che sale dal suo profondo: le “vertigini” improvvise che, forse, sono premonitrici di pericoli. Sono questi alcuni ingredienti di “Vertigine”, il racconto noir-thriller con cui esordisce lo scrittore Francesco Aloe.Uno degli aspetti interessanti di “Vertigine” è la capacità dell’autore di aver creato e già plasmato il personaggio principale, appunto il detective Frank Argento.Sicuramente una buona base per renderlo riconoscibile ma non scontato, nei suoi pensieri e nelle sue azioni, anche nei successivi racconti in cui Aloe vorrà renderlo protagonista.Anche nella caratterizzazione dei personaggi di contorno, lo scrittore dimostra la qualità di presentarceli fisicamente e soprattutto emotivamente, che è anche più difficile, attraverso le loro azioni con una prosa concisa, schietta, vibrante.Veloce è il succedersi degli eventi. Com’è nella tradizione del noir il lettore viene messo quasi subito a conoscenza di chi è il colpevole ma non può prevedere come e se ci sarà una risoluzione del delitto. E in questo “Vertigine” sorprende.Per rallentare la concitazione del racconto, l’autore inserisce delle pause indugiando sui pensieri intimi di Frank. E formula un carteggio complesso, su ipotetici avvistamenti di ufo e presenze extraterrestri, fra il detective e un suo conoscente. Una passione per gli ufo quella di Frank che corre parallela alla storia. Una licenza dello scrittore che, considerando la buona prova d’esordio, gli si abbona simpaticamente.

2. di Grazia Pistritto, Qlibri:
"Vertigine" di Francesco Aloe è un libro che merita senza dubbio d'esser preso in considerazione, accantonando già dalla prima pagina qualsiasi pregiudizio tipico di chi legge un autore esordiente.Un libro che si lascia leggere in poche ore e subito dopo rileggere, che cattura come pochi, che ti inghiotte nella sua vertigine e ti porta fuori dalla realtà, ti fa dimenticare piacevolmente per un po' quel che ti accade intorno. Un'opera prima che coinvolge, un noir con il cuore, quello del protagonista Frank Argento, che batte forte come quello di un italiano del Sud che deve riscaldarsi nelle gelide città del Nord. Senza soffermarsi troppo su noiose descrizioni dettagliate dei luoghi, riesce comunque a far immaginare perfettamente al lettore i luoghi e gli ambienti in cui si svolge la vicenda, grazie ad una sapiente alchimia tra descrizioni e sensazioni, emozioni vissute dal protagonista, quasi a sentirne il profumo, più che a guardarne la cartolina.Per nulla scontato, con accenni alle teorie sul 2012 che affascinano ma lasciano il lettore libero d'approfondire o meno l'argomento, con quella eleganza e discrezione da parte dell'autore, per quanto esordiente, tipici di uno scrittore navigato che conosce già "i segreti del mestiere", e che lascia piacevolmente presupporre che non sarà solo un fuoco di paglia, ma solo l'inizio di una meritata carriera di successo.

3. di Fabri, Qlibri:
Ho iniziato a leggere Vertigine con i tipici pregiudizi che ha chiunque quando legge un nuovo autore. Ma Aloe è stato in grado di farmi vergognare già dalle prime pagine. Vertigine è un romanzo scritto incredibilmente bene. Scorre veloce, non è mai banale, è imprevedibile. Si respira a tratti anche tanta poesia. Lo stile è originale, la storia non è scontata e divertimento e riflessione si fondono assieme con eleganza. Sembra che l'autore voglia descrivere la pazzia di persone e ambienti senza appesantire o annoiare. E riesce nel suo intento.Sono sicuro che Vertigine sarà per Francesco Aloe solo l'inizio di un successo meritato.

4. di Mariangela Luccarelli, Qlibri:
Sembra che Dio si sia dimenticato di Undredal e delle sue quattro case. Pare che solo qualche Ufo ne sorvoli i cieli.Il paesaggio ha un che d’ irreale. Sconvolto dalle tempeste di vento e neve, che rendono innaturale l’ambiente e apparentemente mansueti i cittadini, come se da temere ci fosse solo il clima e non quello che si nasconde nei labirinti reconditi dell’anima.Il freddo piega in due le ginocchia, brucia sul viso, lasciando addosso la sola forza necessaria per sopravvivere. È un freddo che rende inerti. Che annienta le volontà. Annichilisce la mente, a discapito del giusto e della ragione.È un freddo che induce alla fretta, all’approssimazione. Infonde il desiderio di fuggire.Lo stesso desiderio che sente Frank.Qualche bicchierino di whisky di troppo e il pensiero costante di Lei lo aiutano a mantenersi vivo, ad impedirsi di cedere a quel gelo che non gli appartiene, all’ indifferenza di quella terra, alla solitudine che lo consuma piano.Alla malattia dei nostri tempi: le “vertigini” che lo spirito soffre davanti alla smania del successo, dell’esserci a tutti i costi. E in sottofondo il terribile senso di inadeguatezza che si insinua lentamente, lasciandoci in balia delle nostre inconfessate paure e deliranti ambizioni.Assistiamo, mediocri e fragili, ai colpi sistematici e fatali che il destino ci riserva.Tra avvistamenti di navicelle spaziali, cornetti caldi e Berette, al limite tra falsi messia e sette sataniche, si spiega la storia di questo folle progetto di morte che vede coinvolti innocenti e presunti tali, e che solo una mente intinta di dolore ma presente a se stessa può decifrare, rompendo i silenzi posticci con la potenza della vendetta.La prosa di Aloe è molto simile a quella di Ammaniti, esponente di un genere letterario “pulp”. Si caratterizza perché secca, asciutta e telegrafica. Sono rari i momenti in cui troviamo periodi complessi. Quello che l’autore vuole trasmettere è probabilmente l’immediatezza dell’atto rispetto alla gradualità del pensiero. L’abisso che passa tra reazione e meditazione.Quello di VERTIGINE è un mondo dominato dal caos, dalla follia. Il regno del relativismo lo si respira proprio attraverso il metodo narrativo. Aloe dispone i personaggi e poi si diverte a guidare il lettore, ponendolo nelle diverse e contrapposte prospettive. Ci si imbatte quindi in una scena, potendola vivere accanto all’innocente e all’assassino. Gustando le sensazioni dell’uno e dell’altro, penetrandone le più dissimulate introspezioni.Manipolatore delle azioni umane, Aloe ama giocare con l’imprevedibilità ed inevitabilità della vita, delle sue maledette coincidenze, delle sue occasioni mancate, sapendo catturare negli occhi dei personaggi l’orrido e l’amaro, ma anche l’amore e la speranza. Aloe è come un pittore e in questo avvincente quadro possiamo scorgere gli aspetti curiosi, spesso drammatici ma fortunatamente anche ironici, delle gesta di ognuno di noi.

5. di Papia, Qlibri:
Si è rivelata una storia molto interessante e scorrevole.Tra omicidi, paranoie e pensieri sul 2012, diventerà difficile chiudere il libro e la voglia di continuare a leggere un'altra pagina spesso prenderà il sopravvento.Di sicuro è un libro che consiglio, son certo che vi appassionerete al detective Frank e al paesino di Undredal.

6. di Sofia Riccaboni, ilgiralibro:
La storia di un poliziotto che lascia l'Italia e si rinchiude in una tranquilla cittadina del nord europa. tutto trascorre liscio e tranquillo sino a quando un omicidio non scuote la tranquillità di un paesino dove viene inviato a indagare insieme ad un amico. Un poliziesco ben congeniato, con alcuni colpi di scena e una serie di riferimento alle teorie che riguardano gli eventi del 2012. Intrigante e appassionante, per gli amanti del genere, con un finale per nulla scontato.

7. di Federica D'ascani, ilgiralibro:
Il mondo finirà veramente nel 2012 come vorrebbe la profezia dei Maya? Ma è poi proprio questa l'interpretazione corretta di queste leggende trasportate dal tempo fino ai giorni nostri? Frank se lo chiede di continuo, studiando per proprio conto e consultando amici illustri, allo scopo di riuscire a comprendere le continue apparizioni di presunti ufo che solcano il cielo. Ma non sono soltanto questi i dubbi che gli attraversano la mente, giorno dopo giorno... C'è Morgana, c'è un omicidio... E Frank parte, ignaro del futuro che l'attende. Potrebbe essere Gesù a indicargli la strada, il barbone veggente, oppure il povero uomo di bottega con la croce disegnata sulla fronte.Un thriller ben strutturato, piacevole per un pomeriggio differente, scorrevole e affatto tedioso.Volete la sincera verità? Questo libro merita! L'ho letto in poche ore, mi ha distratta da tutto il resto ed è ben scritto... Sicuramente un acquisto ben riuscito!

8. di Daydream, Anobii:
Da tempo non leggevo un giallo.. devo dire che mi è piaciuto e mi ha fatto venir la voglia di leggerne altri.

9. di Perflinka, Anobii:
Un giallo ben costruito. Ambientazione ottima. Ne nascerebbe un bel film e un ottimo secondo atto, non perché la storia non finisce, ma perché ci sono personaggi così affascinanti sui quali si potrebbe costruire un'altra storia.

10. di Annamaria Frascaroli, ilgiralibro:
Ho letto il romanzo di Francesco Aloe abbastanza rapidamente per due motivi: per la sua brevità e per la scrittura moderna e scorrevole dell'autore. Credo che Francesco Aloe abbia la potenzialità di scrivere romanzi più corposi e interessanti e mi complimento con lui perché interrompe, di tanto in tanto, la storia con i suoi commenti-timori relativi alla teroria dei Maya che mi auguro non si avvererà, il 2012 è troppo vicino! Finale intrigante.

11. di Carlotta Chiodi, ilclubdeilettori.com
Fantastico! Io non sono mai stata un'amante di thriller, e infatti ho amato questo libro proprio per il suo essere diverso da tutto. Mi ha coinvolto la speciale introspezione che Aloe fa dei personaggi, la delicata lettura dell'interiorità, un tocco delicato che ti travolge e che arrivi a sentire come se stesse sfiorando anche te. Ottima lettura!

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